venerdì 8 gennaio 2016

GENEALOGIA DI GESU’ E LA SUA NASCITA


Come farà anche Luca, Matteo apre il suo vangelo con due capitoli dal taglio originale rispetto al resto della sua opera e, usando materiali preesistenti, elabora un profilo delle origini terrene e dell’infanzia di Gesù. Anche se il racconto contiene antiche memorie storiche, la figura che domina in queste pagine è già quella gloriosa di Cristo, colui che «salverà il suo popolo dai suoi peccati», colui che imprime pienezza alle Scritture di Israele, colui che è oggetto della lotta aspra del male, ma verso cui converge l’intera umanità. Sono, quindi, pagine che hanno una forte finalità teologica, anche se spesso la tradizione le ha colmate di colore e di sentimento (emblematici, in questo senso, sono i vangeli “apocrifi” sull’infanzia di Gesù, non riconosciuti dalla Chiesa). 

Matteo apre questa parte del suo vangelo con una genealogia di Cristo (Cap. 1) : essa risale ad Abramo e a Davide per sottolineare la qualità messianica, ma anche il legame che Gesù ha con la storia della salvezza aperta con il grande patriarca biblico. Gli anelli di questa genealogia sono articolati in «tre» tappe, ciascuna composta di «quattordici» generazioni: un evidente tentativo simbolico-numerico di delineare la perfezione e la pienezza (considerato il valore del “tre” e del “sette” nella Bibbia) del piano di salvezza che Dio porta a compimento in Cristo. I nomi, che nella terza sezione sono spesso oscuri, contengono elementi curiosi, come la menzione delle tre donne: Tamar (Genesi 38), Rut e Betsabea, moglie di Uria, sono state variamente interpretate, ma agli occhi dell’evangelista – più che al loro essere straniere – l’attenzione è rivolta forse al modo piuttosto eccezionale con cui esse furono incinte e generarono, anticipando, così, la vicenda stessa di Maria e di Cristo. 

La nascita di Gesù che subito segue la genealogia è, infatti, spiegata nel suo significato misterioso nell’annunciazione a Giuseppe. Egli deve accettare di essere il padre legale del figlio che Maria concepirà «per opera dello Spirito Santo», come l’angelo spiega due volte. La citazione del passo di Isaia 7,14 ha lo scopo di collocare questo evento all’interno del grande disegno di salvezza divino, già annunziato ai profeti e già in atto nella prima alleanza con Israele. Non per nulla il nome di Gesù rimanda al verbo ebraico “salvare”, come puntualizza l’angelo (1,21), e a lui si adatta in pienezza il titolo di "Emmanuele", cioè Dio-con-noi.    

  

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