venerdì 2 marzo 2018

RUT



Libretto di straordinaria freschezza e intensità religiosa e sociale, Rut ha al centro una storia d’amore che una vedova straniera, la protagonista Rut, originaria di Moab, vive con un ricco proprietario terriero di Betlemme. Già sposata nella sua terra con un emigrante ebreo morto quando lei era ancora giovane, decisa a ritornare con la suocera ebrea Noemi nella patria di suo marito, Rut vive una vicenda d’amore con il betlemita Booz sullo sfondo d’un estate gioiosa, in mezzo ai campi nei quali cerca di raccogliere, attraverso la spigolatura, la possibilità di sussistenza per lei e per la suocera.

Un elemento di attesa è rappresentato dalla legge del levirato (codificata nel libro del Deuteronomio 25,5-10), che impone al parente prossimo di un uomo morto senza figli di contrarre matrimonio con la vedova, per assicurare al defunto una discendenza. Booz è parente del marito di Rut, ma c’è un altro congiunto più stretto. Alla porta del villaggio, ove ferve la vita civile, avviene l’attesa soluzione del caso e, alla fine, ecco la nonna Noemi che stringe tra le braccia felice il piccolo Obed, nato dal matrimonio finalmente raggiunto tra la nuora Rut e Booz.

È proprio a questo bambino che il racconto stupendo di Rut ci vuole condurre perché, come dice la genealogia che sigilla il libro, Obed fu il padre di Iesse, colui che a Betlemme genererà il futuro re Davide. Si comprende, allora, che il libretto di Rut non è semplicemente un quadretto d’amore paesano ma un testo religioso, legato alla dinastia davidica e alla speranza messianica.

È anche per questo che il libro di Rut è stato inserito dalla tradizione giudaica tra le cinque «Meghillot», cioè i cinque “Rotoli” che comprendono il Cantico dei cantici, Rut, le Lamentazioni, il Qohelet ed Ester, testi biblici particolarmente cari alla liturgia della sinagoga. Il “rotolo” di Rut è letto nella festa di Pentecoste o festa delle Settimane, forse per lo sfondo naturale che evoca, quello della mietitura, tempo in cui si celebra quella solennità.

Nota Finale

Di autore sconosciuto, il libro di Rut è considerato uno dei capolavori della letteratura idillica di tutti i tempi. Narra la storia di una giovane appartenente al popolo dei Moabiti, nemici di Israele – e pertanto considerata una “straniera” dagli israeliti – e del modo con cui essa, per le grandi doti del suo animo, abbia meritato non solo di essere accolta nel popolo di Dio, ma sia entrata anche a far parte della genealogia di Davide e quindi di Gesù Cristo.

L’opera testimonia come la misericordia del Signore si estenda anche allo straniero e annuncia il messaggio della salvezza universale che sarà poi attuato nei Vangeli. Il riferimento a Davide e alla sua antenata è stato interpretato dal Cristianesimo come una prefigurazione simbolica di Cristo e di Maria. I fatti narrati nel libro di Rut si svolgono nell’ultimo periodo dei Giudici, prima del 1000 a.C., ma certe particolarità linguistiche ne fisserebbero la data di composizione intorno al VI secolo a.C.  












   

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