sabato 2 novembre 2013

LA CRISI ECONOMICA

 
 
Ogni forma di pensiero e di azione hanno il loro fondamento inevitabile nella manifestazione del mondo, ossia nella manifestazione che include sia i cosiddetti fenomeni esterni sia quelli interni. E, dopo le epoche guidate dal mito, la Filosofia è stata sin dall' inizio l' interprete dell' originaria manifestazione del mondo. Questa interpretazione sta al fondamento della storia dell' Occidente. Essa è la scacchiera dove si giocano tutti i giochi di tale storia. Anche e innanzitutto per questo motivo, lungo la storia dell' Occidente, la Filosofia ha reso possibile e determinato la Potenza, cioè l' agire dell' uomo: l' agire Politico, Morale, Economico, Artistico, Religioso e dunque anche l' agire Tecnico-Scientifico.
Anche quando la Scienza smentisce i contenuti della manifestazione del mondo , come ad esempio con la teoria copernicana che smentisce il moto apparente del sole , la Scienza deve presupporre tale manifestazione, ossia deve riconoscerne la ineliminabile esistenza e procedere sempre in relazione ad essa. Ma per motivi che restano per lo più celati alla coscienza che il nostro tempo ha di se stesso, il tramonto della concezione tradizionale della Verità è inevitabile. È quindi inevitabile anche il tramonto del senso tradizionale della causalità. Ne viene che, anche all' interno del sapere scientifico, il rapporto causale non può essere altro, ormai, che una regolarità empirica, una legge statistico-probabilistica.
Capitalismo e Democrazia si trovano su un piano inclinato lungo il quale stanno scivolando insieme alle altre grandi forze della civiltà occidentale , più o meno velocemente, con accelerazioni e rallentamenti, e anche con risalite provvisorie e visibili, e comunque urtandosi e in conflitto tra loro. Lungo l' inclinazione di questo piano il Comunismo è già arrivato in fondo, ossia è tramontato, e già prima di esso erano tramontate le forme assolutistiche dello Stato. Vanno verso il fondo anche le religioni, sebbene questo sia per loro un tempo di risalita , tuttavia incapace di impedire il crescente abbandono, da parte dei popoli ricchi, della Morale e in generale dei costumi della tradizione.
Ciò che determina l' inclinazione di quel piano è la Tecnica in quanto unita all' essenza vincente e nascosta della Filosofia del nostro tempo. Accade così che il Capitalismo, che assume la Tecnica come mezzo, divenga esso il mezzo per realizzare lo scopo che è proprio della Tecnica : l' aumento indefinito della Potenza. Ora, le forme della criminalità internazionale (ad esempio la Mafia) sono possibili solo all' interno dell' economia capitalistica, ma insieme la indeboliscono. Quindi la Tecnica, diventando scopo del Capitalismo (e della Democrazia eccetera), tende a distruggere ciò che, come la Mafia, indebolisce la potenza del mezzo. Lo stesso discorso si può fare per le degenerazioni della Democrazia. In questo senso, all' interno della storia dell' Occidente, la Tecnica autenticamente intesa non è qualcosa di temibile, ma di auspicabile.
L' attuale crisi Economica, per quanto grave ed estesa, si produce dunque all' interno di un ben più ampio e decisivo contesto. Durante una crisi come quella che stiamo vivendo si rafforza il fastidio per tutte le forme di cultura che non aiutano a risolvere problemi economici o politici ben precisi. Accreditate a dire in che mondo ci troviamo sono oggi soprattutto le discipline scientifiche. Dove i metodi e i parametri delle scienze fisico-matematiche tendono a diventare i modelli non solo delle altre scienze, ma anche del modo in cui si organizzano le istituzioni sociali. Non solo, ma sono tali metodi e parametri , molto più omogenei rispetto a quelli delle altre scienze , a stabilire la configurazione dell' apparato tecnico di cui si servono le grandi forze che oggi, dopo la fine del Comunismo Sovietico, intendono guidare il mondo : Capitalismo, Democrazia, Cristianità, Islam, quella specie di simbiosi di Capitalismo e Comunismo che è venuta a formarsi in Cina. Queste forze si servono della Tecnica ; ossia la Tecnica è ciò che più serve per realizzare gli scopi, peraltro tra loro contrastanti, che esse intendono realizzare.
Nella maggior parte dei Paesi economicamente avanzati, quel che oggi serve per uscire dalla crisi ha lo scopo di rimettere in sesto la forma capitalistica della produzione della ricchezza (una forma che è il quadro, o il contenitore, in cui ricevono senso anche le varie istanze di rigore, equità, crescita). La Tecnica è ciò che più serve per perpetuare tale forma. Tuttavia si sorvola sulle implicazioni del rapporto tra il mezzo (ciò che serve) e lo scopo (ciò che si vuole produrre), e quindi tra la Tecnica e le forze che intendono servirsi di essa per realizzare i loro scopi. Si sottovaluta tra l' altro la circostanza che, servendo, il mezzo si indebolisce, si logora, si consuma; e che è inevitabile che ciò accada affinché lo scopo viva e si mantenga sano e integro il più possibile. Appunto per questo, quando si vuol raggiungere uno scopo, sono i mezzi logorati e consumati a esser sostituiti: non si sostituisce lo scopo (che per il Capitalismo è un mondo capitalista, per la Democrazia un mondo democratico e così via).
Per perpetuare se stesso , e il discorso vale anche per tutte quelle altre forze che oggi vogliono mettersi alla guida del mondo , il Capitalismo si serve di una consistente frazione dell' apparato tecnico-scientifico. Ma proprio perché se ne serve, lo regola. Quindi lo limita. Ad esempio non gli consente di servire altri padroni e di attivare forme alternative di potenza; rinchiude la ricerca di innovazioni all' interno di una certa area e ne stabilisce la direzione; la concorrenza impedisce a ogni gruppo capitalistico di render noti agli altri gruppi i propri progressi nella ricerca; non produce merci per chi non ha denaro per comprarle, ecc. Pertanto, anche se ne sostituisce continuamente gli operatori umani, le macchine, i meccanismi e le apparecchiature particolari, il Capitalismo frena l' insieme di tale apparato: lo indebolisce, ne logora le potenzialità, lo consuma. Ma indebolire e consumare l' apparato tecnico di cui il Capitalismo si serve allo scopo di tenere in vita se stesso significa indebolire il mezzo che deve realizzare tale scopo, significa cioè impedire la realizzazione dello scopo (in generale , per quanto l' affermazione possa suonare fastidiosa o capziosa , servirsi di un mezzo per raggiungere un certo scopo significa ostacolare la realizzazione di tale scopo. Una contraddizione, questa, che, daccapo, non riguarda soltanto il Capitalismo, ma anche tutte quelle altre forze di cui si è detto).
Si aggiunga che la Tecnica è oggi il mezzo più potente per realizzare scopi e quindi, se i singoli elementi da cui esso è composto possono e debbono esser sostituiti continuamente, l' apparato, invece, nel suo insieme, non può esser sostituito da alcun altro mezzo che abbia la stessa potenza ed efficacia.
Ora, tutto questo va messo in relazione all' ulteriore circostanza che il Capitalismo e ognuna di quelle altre forze si trovano tra di loro in conflitto. In questa situazione, lo scopo di ognuna di esse viene a essere costituito non solo da ciò che la definisce e la differenzia, ma anche dalla salvaguardia e dal potenziamento del mezzo , la Tecnica , con cui essa intende realizzare i propri scopi specifici prevalendo sugli scopi delle forze antagoniste. Ad esempio, l' intenzione originaria del Capitalismo è di avere come scopo ultimo, unico e specifico l' incremento del Profitto privato. Ma di fatto il Capitalismo è costretto a tradire le proprie intenzioni. Infatti, se e poiché i suoi avversari , poniamo l' Economia cinese o l' integralismo islamico , per prevalere rafforzano le loro tecniche più di quanto il Capitalismo non rafforzi le proprie, allora o il Capitalismo lascia che l' avversario prevalga, e quindi perisce, oppure, per non perire ed esser lui a prevalere, deve rinunciare ad avere come scopo ultimo e unico l' incremento del Profitto, ossia deve assumere come scopo ultimo anche un potenziamento tale, dell' insieme delle proprie tecniche, che sia maggiore di quello messo in atto dall' avversario. Ma rafforzarle in questo modo è l' opposto di quel lasciarle logorare che è dovuto al loro essere assunte come mezzo che ha il compito di far vivere lo scopo. Nel proprio scopo, il Capitalismo viene cioè a dare spazio a quel potenziamento e toglie spazio al proprio scopo specifico e originario (l' incremento del profitto privato). Sì che anche in questo caso il Capitalismo, indebolendo il proprio scopo caratterizzante e originario, incomincia a perire. Sia che perda sia che vinca, perisce.
Giacché , e questo è uno dei nodi concettuali decisivi sui quali le scienze economiche (ma non solo esse) sorvolano , se lo scopo di un agire cambia, l' agire stesso diventa qualcosa di diverso da ciò che era. Nel caso considerato: l' agire non è più Capitalistico, è diventato o sta diventando qualcosa di diverso, che si tratta di decifrare (solo i cattivi osservatori credono che sia rimasto identico). E ognuna delle forze che oggi si propongono di guidare il mondo è attesa dalla stessa sorte del Capitalismo: se non riescono a prevalere sul proprio avversario tecnicamente più potente periscono; ma periscono anche se prevalgono; giacché possono prevalere solo potenziando le proprie tecniche fino a farle diventare la parte preponderante dei loro scopi.
Ciò significa che il nostro è il tempo in cui è destinata a prevalere l' organizzazione tecnico-scientifica del mondo . Nella sua essenza, il mondo in cui quelle forze credono di vivere è già morto. L' attuale crisi Economica , si dice , è dovuta alla separazione tra Capitalismo Industriale e quello Finanziario ; la crisi può essere superata liberando la Morale (soprattutto Cristiana) o la Politica dalla loro soggezione all' Economia ; può essere superata ritornando a Marx e voltando le spalle all' Economia di Mercato. Karl Marx (1818 - 1883) è stato il filosofo tedesco che ha descritto in chiave materialista lo sviluppo della società umana. Teorico del socialismo scientifico, della critica al Capitalismo e della concezione materialistica della storia, a lui si deve la nascita dell' idea di lotta di classe come movimento attraverso il quale la classe operaia può affrancarsi dalla sua condizione di sudditanza .












 

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